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 TEATRO.MUSICA.POESIA.CONFRONTI LETTERARI.INSTALLAZIONI San Sperate dal 26 Luglio al 2 Agosto Panni Stesi: Storie appese a un Filo
Quando l’occhio si sofferma a guardare i panni stesi, entra nelle case senza volerlo. Subito intuisce chi vi abita, bambini, uomini, ragazzi, donne, giovani donne, anziane. Più di tutto fanno i colori. Il nero dei lutti “stretti”, il leopardato, le fantasie orientali, la Nike baffo nero su fondi fosforescenti. Ma anche la consistenza delle stoffe. Le trasparenze, il fustagno pesante, il nylon, il poliestere, la lana “a pallini” come dice la pubblicità. Non si distinguono soltanto le differenze di genere, le etnie, la cultura, ma anche i caratteri. I panni del giovane bullo, a parità di genere, ben si distinguono da quelli del giovane timido e imbranato. La donna extracomunitaria più o meno emancipata a quella nazional borghese o progressista di casa nostra. I panni sporchi si lavano in casa propria, ma si stendono fuori, una volta lavati. Senza timori o vergogne, anzi più è basso lo stato sociale del gruppo abitativo e più i panni si possono “conoscere”. Ormai purtroppo soltanto nelle case più povere e fuori dai centri storici, i cosiddetti quartieri alti. Il mio sguardo continua a correre e rimbalzare tra le case antiche e restaurate del rione San Giovanni, cuore vivo e pulsante di San Sperate alla faccia delle grandi periferie sovrastate dal cielo grigio sporco, dove ancora si sentono le storie delle persone che ci abitano. I panni del primo cortile sanno di bianchino di metà pomeriggio misto di caffè appena bollito con aggiunta di fumo di sigaretta nazionale, poco più in là, appesi a un filo di un balcone i colori sgargianti di abiti attillati segnano il tempo con le gocce che cadono sulla strada. Il rumore di tacchi sull’asfalto prodotti dal passo sicuro di una bella signora che mi sorride giustificando i capricci dei suoi due bambini mi obbliga a una decisione……. sedermi in un gradino e ascoltare. Sento l’esigenza di fermare i pensieri, sospendere il “giudizio”, voglio godermi la mia spaesata emozione. Sono uscito di casa con l’intento di farmi una passeggiata, affamato di racconti e voglia di raccontare, mi ritrovo, invece, immerso tra i panni stesi seduto ad ascoltare. Giulio landis |